qdatFondata nel 2005, Quaderni d’Altri Tempi è una delle più importanti riviste culturali italiane, e non lo dico solo perché ne sono redattore in pianta stabile quasi dalla sua fondazione. Il suo sottotitolo originario, “culture e fantascienza di massa”, dava immediatamente l’idea di cosa dovesse trattare: un mix tra una rivista di science-fiction studies e un periodico più ampiamente dedicato al concetto di cultura di massa, rappresentata – secondo quando specificato nel manifesto fondativo – da “letteratura, fumetti, filosofia, musica, cinema, sociologia, telefilm, arti visive, oggetti e tendenze”. Dal 2008 il sottotitolo si è poi trasformato in “l’immaginazione e il potere”, spostando l’accento sul concetto di immaginario di massa e sulle sue rappresentazioni nella società postmoderna. Per primo Quaderni d’Altri Tempi ha portato in Italia l’approfondimento a metà tra l’accademico e il giornalistico di una certa cultura pop, sperimentando anche forme e tipologie stilistiche nuove, a partire dal long journalism americano, cosicché i suoi articoli oggi sono un interessante ibrido tra saggi accademici (Quaderni è oggi una rivista scientifica a tutti gli effetti) e articoli divulgativi. Ideatori e fondatori sono Adolfo Fattori, Gennaro Fucile e Carmine Treanni. Attuale direttore responsabile e principale animatore del progetto è Gennaro Fucile. Dal 2008 il progetto grafico, che arricchisce ogni nuovo numero di originalissime sperimentazioni multimediali, è firmato da Fabio Berrettini.

Il mio esordio in Quaderni avviene già con il secondo numero, su invito dei tre fondatori, che avevo conosciuto complice il fatto di essere tutti napoletani. Pur essendo all’epoca appena uscito dal liceo, nonostante un’evidentissima differenza di età, venni immediatamente accolto all’interno del progetto. Il primo contributo era un articolo sul fantasy di Terry Brooks già pubblicato su “Fabbricanti di Universi”. Il successivo, il primo scritto appositamente per Quaderni, fu pubblicato sul terzo numero, dedicato al tema del corpo. Quaderni è stata – e resta ancora oggi – la più importante palestra per la mia formazione di saggista. Le suggestioni continue provenienti dagli animatori del progetto mi hanno introdotto a numerose tematiche che altrimenti sarebbero rimaste fuori dal mio bagaglio culturale. Su Quaderni posso scrivere di fantascienza, di immaginario scientifico e tecnologico, ma anche di musica (per esempio con un saggio su Ciajkowskij) o addirittura di storia napoleonica, nel momento in cui diventa possibile declinare tutti questi temi facendoli passare attraverso il filtro dell’immaginario popolare, della cultura pop. Del resto, a guardare i temi oggetto del focus di ogni numero della rivista (la sezione “Mappe”), la varietà non potrebbe essere maggiore: da Maradona a Mario Monicelli, da Diabolik a Céline, dai dinosauri a Ballard, da Dante alle Barbie.

Di seguito l’elenco dei miei contributi su Quaderni, con il link a ciascun articolo. Non sono presenti, in quest’elenco, numerose recensioni pubblicate a mia firma nei primi numeri (le recensioni tradizionali sono state abolite dal 2010).