cover_orizzontale

Il mio nuovo libro La singolarità nuda. Fedi tecnologiche, miti scientifici, futuri postmoderni sarà acquistabile da domenica 3 dicembre in cartaceo e dal 4 dicembre in ebook!

Di cosa si tratta? A differenza dei miei precedenti testi, già espliciti nel loro titolo, La singolarità nuda ha un titolo che dice tutto e niente: anzi, più niente che tutto, perlomeno per chi non ha mai sentito questa espressione, proveniente dalla cosmologia teorica, o non ha familiarità con il concetto di “singolarità”, che si ritrova nella fisica dei buchi neri e del Big Bang e nei discorsi del transumanesimo.

La singolarità nuda è senza dubbio il mio libro più personale fino a questo momento: nei precedenti, improntati alla più rigorosa divulgazione, ho cercato il più possibile di far tacere la voce dell’autore per raccontare le storie della caduta dell’Impero napoleonico, del periodo del Terrore, del lungo decennio della Rivoluzione francese, e più recentemente della teoria del multiverso. Anche qui, naturalmente, ci sono delle storie: ma selezionate per far emergere esplicitamente un punto di vista, la cui spiegazione è stata affidata a Gennaro Fucile, autore della prefazione. La singolarità nuda è, sostanzialmente, uno studio personale sul “cuore di tenebra” della razionalità moderna, sul modo in cui elementi quali il misticismo, l’irrazionale, la fede buttati fuori dalla porta con il processo di “disincanto del mondo” sono rientrati invece dalla finestra attraverso un processo di “reincanto”, in cui questi elementi sono oggi ammantati di una patina di positivismo scientifico – o meglio, scientista – per essere resi più credibili.

I cinque capitoli del libro danno conto di questo processo attraverso cinque temi di cui ho trattato negli ultimi anni attraverso diversi articoli e ricerche.

Il primo capitolo, Il futuro di silicio, approfondisce la filosofia transumanista (secondo cui l’Uomo dovrà fondersi in futuro con le intelligenze artificiali per raggiungere un nuovo stadio dell’evoluzione umana) e in generale l’ideologia della Silicon Valley, con la sua ossessione per il cosiddetto “soluzionismo tecnologico”, ossia l’idea che la tecnologia sarà in grado di risolvere tutti i problemi, e con la sua fede nella Singolarità, il momento cioè in cui le intelligenze artificiali diverranno più intelligenti dell’Uomo e ci guideranno verso un futuro di pace, progresso e immortalità.

Il secondo capitolo, Perturbazioni nel campo della realtà, si occupa dell’idea che la nostra realtà sia una simulazione, delle sue premesse scientifiche (il principio olografico, la teoria informazione) e delle sue derive pseudo-scientifiche in chiave New Age, fino alle teorie del complotto attuali, riprese da un film come Matrix: un’idea inquietante rilanciata in anni recenti dal filosofo transumanista Nick Bostrom e presa sul serio da diversi fisici teorici, ma che affonda le sue radici nell’immaginario fantascientifico e gnostico.

Il terzo capitolo, Deus Ex Machina, si occupa dei nuovi rapporti tra scienza e fede, in particolare i tentativi della Chiesa di adattare il suo magistero alle nuove scoperte scientifiche e tecnologiche, con tutti i problemi che ne derivano: in particolare, partendo dalla ricostruzione storica dei primi tentativi di conciliazione con la teoria del Big Bang e della meccanica quantistica, analizzo in dettaglio il dibattito sul principio antropico e la teoria del multiverso, mentre la seconda parte del capitolo è dedicata all’attuale crociata che la Chiesa sembra intenzionata a condurre contro il transumanesimo, considerato come una specie di religione laica che, promettendo la vita eterna in questo mondo, si pone in concorrenza con l’escatologia cristiana.

Nel quarto capitolo, Tra fisica e metafisica, mi occupo delle nuove teorie della fisica contemporanea, in particolare la teoria delle stringhe, la supersimmetria, la ricerca della materia oscura, i tentativi di sviluppare una “teoria del tutto”, e in generale il problema dei limiti della conoscenza scientifica di fronte agli oggettivi problemi che oggi incontra la fisica nel suo tentativo di comprendere la realtà, al punto da sostenere oggi la possibilità di superare il tradizionale metodo scientifico per accettare come vere teorie scientifiche che non possono essere provate a causa dei limiti sperimentali.

Infine, nel quinto capitolo, L’anno in cui il mondo non finì, torno su uno dei miei “cavalli di battaglia” negli anni tra il 2011 e il 2012, vale a dire l’ossessione contemporanea per la fine del mondo riletta attraverso il “fenomeno 2012”, il nuovo boom del complottismo – le teorie sul Nuovo Ordine Mondiale, gli UFO, le scie chimiche – e la crescita delle teorie catastrofiste, incluso il fenomeno dei prepper, coloro che si preparano alla fine del mondo accumulando scorte di cibo e costruendo bunker sotterranei, cercando di comprendere per quali motivi le teorie apocalittiche tornino costantemente nonostante le loro predizioni non si realizzino mai.

Perché, quindi, in conclusione, questo titolo? La singolarità nuda è un’ipotesi della cosmologia teorica che prevede che, in determinate circostanze e all’interno di determinate teorie, la singolarità al centro di un buco nero – il punto cioè in cui densità e temperatura raggiungono valori infiniti invalidando tutte le leggi della fisica note – non sia “nascosta” da un bordo (l’orizzonte degli eventi) che la rende inosservabile, ma esposta all’osservatore. Gli effetti disturbanti della singolarità sul tessuto stesso della realtà rischierebbero così di propagarsi all’intero spazio-tempo: le capacità predittive delle nostre teorie scientifiche si ritroverebbero in serio pericolo se le singolarità nude esistessero in natura.

Credo che al cuore della nostra epoca “disincantata” si nasconde un’analoga singolarità, coperta solo apparentemente da una patina di positivismo che la cela agli sguardi degli osservatori meno attenti. Il pensiero magico e irrazionale che credevamo sconfitto ritorna sotto altre vesti; e il pensiero scientifico e razionale è costretto a farci i conti. Se scoprissimo che anche questa singolarità non è tenuta a bada dall’orizzonte degli eventi, ma esposta, “nuda”, allora ogni nostra speranza di predire il corso del futuro sarebbe destinata a essere frustrata. Non è per caso, dunque, che questo libro esca edito dall’Italian Institute for the Future: è infatti il frutto di una ricerca personale che mi ha portato, dall’epoca in cui l’Istituto è stato fondato, nel 2013, a oggi, a mettere in dubbio le premesse scientiste della previsione delle dinamiche future, che non fanno i conti col carattere fondamentalmente irrazionale della società post-moderna. È, infine, anche un primo tassello della ricerca che sto conducendo presso l’Università di Perugia sulla ricezione delle teorie scientifiche nella cultura popolare, improntata anche in questo caso a un profondo scetticismo sulla reale possibilità di una ricezione “neutra”, che ignori i diversi background culturali dei pubblici di destinazione, e il fatto che la stessa produzione della conoscenza scientifica debba, in ultima analisi, fare i conti con l’influenza delle categorie culturali della nostra epoca.

Il libro è acquistabile sul sito dell’Italian Institute for the Future e su Amazon!